Per non dimenticare un EROE AMBIENTALISTA sito dedicato ad ANGELO VASSALLO

lunedì 2 maggio 2011

L’aggiornamento del sito è al momento sospeso

Per informazioni: dak77@libero.it

Argomenti:
Bernareggio, Acqua, Nucleare,
Territorio, Elezioni, Animali, Energia

mercoledì 30 marzo 2011


martedì 1 marzo 2011

FERMATO LO SPOT TRUCCATO

Ne avevamo parlato a gennaio dell'operazione "lavaggio del cervello", ora è stato definitivamente annullato l'ingannevole spot sul nucleare apri




Da newsletter - Greenpeace Italia

Che si trattasse di una partita a scacchi truccata, te lo abbiamo detto subito. Ora arriva anche la conferma dal Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria che ha bloccato la messa in onda dello spot promosso dal Forum Nucleare, perché "ingannevole".

Da quando a dicembre le tv nazionali hanno cominciato a bombardarci, abbiamo denunciato le informazioni ingannevoli dello spot su tutti i nostri canali. In particolare:

> Le scorie si possono gestire in sicurezza. E da quando? In sessant'anni l'industria nucleare non ha ancora trovato una soluzione per la gestione di lungo termine dei rifiuti nucleari;
> Tra 50 anni non potremo contare solo sui combustibili fossili. È vero, ma anche l’uranio è limitato;
> Le fonti rinnovabili non bastano. Sicuro? Uno scenario energetico 100% rinnovabile è possibile, come dimostrano analisi dell’Ue e dell’industria. ;

Intanto il nostro contro spot è rimbalzato sulla rete grazie anche al tuo passa parola, raggiungendo le 200.000 visite. Un buon risultato ma non basta. Tra pochi mesi (la data non è stata ancora fissata) si terrà un referendum che può fermare per sempre i nuovi progetti di centrali nucleari. Solo con il tuo forte coinvolgimento, possiamo contrastare la propaganda dell’industria nucleare da milioni di euro.

Non farti contagiare, opponiti al nucleare. Condividi la nostra campagna sul tuo profilo Facebook, inoltrala per e-mail ai tuoi contatti.

Salvatore Barbera - Responsabile campagna Nucleare - Greenpeace Italia

AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA - Spot pro-nucleare? È ingannevole
da IL MANIFESTO Giuseppe Onufrio* Direttore Greenpeace

Tra le «notizie scomparse» sul nucleare, una è stata ripescata da
Guglielmo La Pira sul suo blog «Il futuro dei consumi» del Sole24Ore.
Letteralmente: «Lo spot promosso dal Forum energia nucleare presieduto da
Chicco Testa (vedi nota 1) è stato bocciato e ritenuto ingannevole dal
Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria». Era il 18 febbraio, lo
apprendiamo il 22. Non sappiamo ancora le motivazioni del Giurì, ma che lo
spot contenesse informazioni fuorvianti e false lo aveva denunciato
Greenpeace sulla prima pagina di questo giornale. Almeno tre le
informazioni ingannevoli nelle varie versioni dello spot che ha invaso i
media da Natale in poi. La prima è che l'affermazione «le scorie si possono
gestire in sicurezza» lascia intendere che questo tema sia risolto. Ma
questa è pura propaganda. In sessant'anni di esistenza l'industria nucleare
non ha ancora dimostrato in concreto una soluzione per la gestione di lungo
termine dei rifiuti nucleari.
Una seconda falsità riguarda il fatto che tra 50 anni non potremo contare
solo sui combustibili fossili: è vero, ma questa limitazione fisica delle
risorse riguarda anche l'uranio il cui orizzonte di esauribilità non va
oltre quello del gas. Il terzo elemento è quello che lascia intendere le
fonti rinnovabili non bastano: le consultazioni su uno scenario europeo al
100 per cento basato sulle fonti rinnovabili sono in corso e questa
prospettiva non è solo negli scenari di Greenpeace o di altre associazioni
ambientaliste, ma in quelli promossi da parte dell'industria e delle
istituzioni.
Come aveva lanciato la campagna del Forum Nucleare il suo Presidente
Chicco Testa? Dicendo «Dubito che una campagna pubblicitaria di Greenpeace,
ad esempio, saprebbe essere altrettanto onesta intellettualmente» (Secolo
XIX 17 dicembre 2010). Ora, lasciando da parte ogni considerazione sull'uso
di questa terminologia per uno spot infarcito di bufale, c'è un altro
livello, per così dire «semiologico», sul quale lo spot del Forum gioca in
modo raffinato ma ben decifrabile.
Ne ha fatto una analisi Pierluigi Adami con un commento sul sito
«oltreilnucleare.it» dove sottolinea come «la scelta di lasciare al "non
contrario al nucleare" l'ultima parola in ogni coppia di domande è di per
sé una precisa scelta di campo. Basterebbe invertire l'ordine, lasciando
l'ultima parola al "non favorevole" per ottenere un senso diverso».
Greenpeace nelle scorse settimane aveva lanciato un suo spot basato su
ironia e paradosso - visionabile sul sito Greenpeace.it. Ma le circa 200
mila visite (grazie anche al sito di Repubblica che l'ha ospitato) non
possono competere col numero di «contatti» dello «spot ingannevole» che ha
speso oltre 6 milioni di euro. Prima domanda: su questi il Forum chiederà
il rimborso allo stato, visto che la normativa pro nucleare prevede
«campagne di informazione» a senso unico? Forse dopo la bocciatura del
Giurì non accadrà. È più probabile che intervenga una strategia del
silenzio, per evitare di far sapere che tra qualche settimana si svolgerà
un referendum anche sul nucleare. Anche questa, in fondo, sarebbe un'altra
forma di inganno.

la vignetta di VAURO

lunedì 31 gennaio 2011

INCUBO NERO MADE IN ITALY

Tra Bunga Bunga e testimonianze di pentiti, l’Italia non si fa mancare il primo disastro ambientale dell’anno Colpita la Sardegna. apri




10 gennaio 2011: 18.000 litri di olio combustibile finiscono in mare, a Porto Torres, in Sardegna. Dopo il Lambro e la piattaforma del Golfo del Messico un altro scempio targato “oro nero”.

Mentre le cronache parlano di feste e ragazze, trascurando inoltre le testimonianze di un altro pentito che conferma il patto elettorale del 94 tra Cosa Nostra e l’allora neonata Forza Italia, nessuno viene a conoscenza della sciagura ambientale in corso se non per qualche raro servizio in tv e qualche articolo di giornale rilegato alle ultime pagine.

Il fatto: La nave cisterna Esmeralda impegnata a scaricare carburante nei depositi di E.On a Porto Torres, perde parte del carico a causa di un guasto nelle linee di drenaggio.
Inquinato un tratto di costa di diciotto chilometri: Porto Torres, Castel Sardo, la Gallura e Stintino
Siti di rilevanza comunitaria, un’oasi lagunare del Wwf e spiagge giudicate tra le più belle coste del mondo.

Inizialmente il pericolo è stato sottostimato. Sono intervenuti i volontari del nucleo anti-inquinamento (oltre 150 uomini e donne tra volontari e operai) ma le condizioni meteo sfavorevoli (correnti marine e venti) hanno disperso l’olio combustibile per chilometri.
Oltre al danno la beffa. Nessuno ha rimosso i sacchi con il materiale raccolto: lasciati sulla spiaggia, sono riportati in mare dalle onde.

Ora serve la caratterizzazione dell’area per capire gravità della contaminazione e prevedere la bonifica.
Sicuro l’inquinamento dovuto all’evaporazione delle frazioni più leggere, alla solidificazione del combustibile mescolatosi a sabbia e rocce e al deposito dello stesso sul fondale: un pericolo quindi che si protrarrà per molto tempo.
Un pericolo anche per uccelli e rettili e, tramite il plancton, la contaminazione raggiungerà i pesci, entrando così nella catena alimentare con seri rischi per la salute pubblica.

Lo Stato dovrebbe costituirsi parte civile per il risarcimento del danno provocato dall’azienda: sarebbe un importante precedente. I cittadini lo faranno tramite un comitato appena costituito per cercare di salvare la stagione di pesca e quella turistica, vitali per queste zone.
Intanto proprio a Porto Torres, l’Eni vuole costruire il più grande deposito di petrolio del Mediterraneo. Il Mediterraneo, un mare chiuso al centro di ingenti traffici, è a forte rischio.

Nessuno parla però di una politica più rigida sulle concessioni di trivellazioni e di un piano nazionale di tutela da inquinamento idrocarburi. Neanche un fatto così grave riempie il vuoto generato dalla degenerazione in corso nella politica italiana.

Approfondimento:
Marea nera nel nord Sardegna: disastro di serie B?
dal sito della Costituente Ecologista

giovedì 20 gennaio 2011

ACQUA PUBBLICA: DUE SU TRE

Ammessi i referendum per fermare la privatizzazione dell’acqua e per eliminare i profitti dal bene comune acqua. apri



Dopo la strepitosa raccolta firme della scorsa estate, arriva un primo risultato. Due dei tre quesiti referendari sono stati valutati ammissibili dalla Corte Costituzionale nei giorni scorsi.

Si tratta del primo quesito quello che propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 (Decreto Ronchi) , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Questa norma considera l’acqua “servizio pubblico di rilevanza economica”, la cui gestione è da mettere sul mercato entro il 31 dicembre del 2011 attraverso una gara per cedere almeno il 40% del pacchetto azionario ad aziende private. Una manna per le multinazionali delle acque minerali, un serio rischio per le utenze, soprattutto le più deboli economicamente

Il secondo quesito approvato (il terzo nell’ordine della raccolta firme) è quello che propone l’abrogazione dell’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
La norma consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, a discapito delle bollette degli utenti, senza obiettivi di reinvestimento e miglioramento qualitativo del servizio: una vera e propria espropriazione del bene comune acqua.

Ora la parola torna nuovamente ai cittadini.

Probabile il voto congiunto con le prossime elezioni amministrative. Questa possibilità, insieme alla presenza di altri referendum importanti, come quello sul nucleare (per la cancellazione di circa 70 norme che consentono di realizzare sul territorio nazionale impianti per la produzione di energia nucleare) potrebbe aiutare a raggiungere il quorum.

La vera sfida inizia adesso.

I nostri precedenti post l’ACQUA non si vende.
UN MARE DI FIRME
L’ACQUA NON SI VENDE… ANCHE A BERNAREGGIO !
L'ACQUA NON SI VENDE
ACQUA PRIVATIZZATA: FONTE DI GUADAGNO
ACQUA PUBBLICA: NUOVO ATTACCO

mercoledì 12 gennaio 2011

DOMENICA 16 GENNAIO 2010



venerdì 7 gennaio 2011

OPERAZIONE “LAVAGGIO DEL CERVELLO”

Dalla TV al web, entra nel vivo la campagna mediatica per promuovere il grande imbroglio del nucleare apri





Lo spot : le pedine nere, "cattive", attaccano, ma le bianche, i buoni, o meglio "i saggi", controbattono ed alla fine hanno l'ultima parola.

La partita a scacchi della nostra coscienza tra nucleare sì e nucleare no ci viene proposta, quotidianamente, negli spot pubblicitari del “Forum Nucleare Italiano”. Una partita che non si conclude ma che chiaramente è indirizzata a favore di una delle due parti in gioco.
Quale? Lo si capisce chiaramente approfondendo la questione, superando il breve messaggio dello spot televisivo e leggendo quello che è stato pubblicato sul sito.

Tante "buone notizie" per convincere i cittadini che le pedine bianche forse hanno un po’ più ragione.
Notizie del tipo: “Algeria: entro 12 anni via a produzione elettrica da nucleare”; “Cina: annunciato riprocessamento del combustibile nucleare”; “ENEA: dal nucleare il 17,8% del fabbisogno elettrico nazionale”.

E le scorie? E’ il problema forse più sentito, che viene però prontamente minimizzato con un eclatante: “Le Scorie? Problema Risolvibile. Perché Non Prendiamo Esempio Dalla Svezia?”

Forum Nucleare Italiano è di parte? Giudicatelo voi, considerando che si presenta come “organismo indipendente” e “associazione culturale no-profit” formata però da importanti soggetti, “leggermente” interessati alla produzione di energia nucleare (Ansaldo nucleare, Areva, Edison, Enel, GDF Suez, Sogin, Terna, Confindustria ed altre).
La missione del Forum: ufficialmente è quella di alimentare un dibattito pubblico sul nucleare, ampliando la conoscenza, in realtà è una vera e propria opera di convincimento, su incarico dell’attuale governo.
Eppure nessun ministro o rappresentante della maggioranza ha mai avuto il coraggio di dire dove saranno fatte le centrali.

Una pubblicazione pro-nucleare, allegata ai i periodici diocesani dal titolo Energia per il futuro è in distribuzione già da qualche mese.
Meglio portarsi avanti per evitare un'altra Scanzano Jonico, nelle cui miniere naturali di sale era stato individuato il sito nazionale di stoccaggio delle scorie. Era il 2003. Le proteste dei cittadini e delle associazioni bloccarono il progetto.

L'opera di convincimento è iniziata con Scajola, che si è poi dimesso per problemi legati all’acquisto di una casa vista colosseo. Ora è il sottosegretario all’Energia Stefano Saglia, che parla con ottimismo dell'obiettivo di liberare l'Italia dalla dipendenza energetica verso i paesi esportatori di risorse. Ma l’Uranio per il nucleare da dove arriverà?

Concludiamo con un sorriso, gustandoci le parodie del famigerato spot che ci spiegano, contrariamente all’originale, che:

- le rinnovabili sono illimitate, il nucleare invece no, proprio come il petrolio di cui si propone come sostituto.

- con un mix di fonti rinnovabili, migliorando la ricerca e riducendo i consumi, le rinnovabili basteranno a soddisfare i bisogni energetici.

- il nucleare è pericoloso: le scorie, di cui oggi abbiamo già una pesante eredità dell’era pre-referendum, potrebbero anche esser poche, come le pedine bianche affermano, ma certamente richiedono un mastodontico impegno per una messa in sicurezza pluriennale.

precedenti post su nucleare...

ORGOGLIOSI DEL NOSTRO "FANATISMO ECOLOGICO”

L’EREDITA’ CHE NON VOGLIAMO

BELGIO:INCIDENTE NUCLEARE

INTERVISTA: UNA CENTRALE NUCLEARE A DUE PASSI DA CASA

NUCLEARE: C’E’ DI MEGLIO!



mercoledì 22 dicembre 2010

UN ANNO NERO

Come il petrolio nel Lambro e nel golfo del Messico, come i lutti causati dalle alluvioni, dal dissesto idrogeologico e dai terremoti. Il governo si salva due volte e continua a non fare politiche ambientali. Accordo debole alla conferenza sul clima di Cancun. apri


Una carrellata dei fatti principali del 2010.

GENNAIO
Pioggie torrenziali, alluvioni e crolli
: un morto ad amalfi per il crollo della montagna, centinaia di morti in Brasile e Australia
Bernareggio è senza parchi
A Rosarno: immigrati si rivoltano al capolarato e all'ndrangheta. Feriti e cacciati.
Terremoto ad Haiti: più di 100 mila vittime
Il governo propone un falso adeguamento a normativa UE sulla caccia: le regioni potranno decidere di sparare più a lungo

FEBBRAIO
Scandalo protezione civile-Bertolaso
: appalti truccati per il G8 alla Maddalena, favori e regali. Dalle intercettazioni gli accusati festeggiano nella notte del terremoto all'Aquila pregustando guadagni.
2000 persone evacuate in provincia di Messina perché minacciate da vasta frana.
Disastro ambientale in Brianza: fuoriuscita di petrolio dalla ex raffineria di Villasanta. Migliaia di metri cubi dalla fognatura arrivano al depuratore di San Rocco (che va in tilt)e quindi nel Lambro: gravi danni all'ecosistema.
Terremoto in Cile mille volte più potente di quello di Haiti. Più di 700 morti.
A Bernareggio: il vicesindaco si dimette.

MARZO
La Commissione europea autorizza la coltivazione della patata OGM Amflora, prodotta dalla multinazionale Bayer. Gravi rischi per la salute e duro colpo all’agricoltura tipica, di qualità e biologica a vantaggio di una multinazionale.

APRILE
Frana nel Meranese (Val Venosta,dolomiti): investito un treno regionale carico di studenti e pendolari, 9 morti, 27 feriti, 7 gravi.
Terremoto in Cina, tra Tibet e Sichuan (dove nel maggio 2008 ci fu altro terremoto): almeno 2000 morti, 10.000 feriti.
Eruzione vulcanica in un ghiacciaio islandese (vulcano spento da 200 anni) e nuvola di cenere che invade il cielo di mezza Europa. Bloccati milioni di passeggeri negli aeroporti europei
Crolla una parete in tufo sull'isola di Ventotene: 2 ragazze morte ed una ferita: ancora un segnale del dissesto idrogeologico del nostro paese.
Marea nera a largo della Louisiana a causa di un incendio e affondamento di una piattaforma petrolifera (a poche settimane dal contestato via libera di Obama alle trivellazioni sulla costa). 11 morti e 17 feriti nell'incidente e un disastro ambientale senza precedenti. La falla è stata chiusa solo molti mesi dopo.

MAGGIO
Via libera al federalismo demaniale, passaggio alle regioni e agli enti locali dei beni dello stato. Laghi, spiagge, sorgenti, edifici, ecc… I comuni in grosse difficoltà economiche, saranno costretti a svendere. I beni saranno offerti ai poteri forti locali, che otterranno terreni a prezzi agricoli e successive varianti urbanistiche che consentiranno di costruire. Saranno quindi meno tutelati.

GIUGNO
La raccolta firme referendum su acqua pubblica: un grande successo

LUGLIO
Caldo record
in Italia: a Trieste mare oltre i 30º.
Finanziaria: tagli del 50% alle aree protette, a rischio anche importanti parchi nazionali

AGOSTO
Piogge torrenziali
e migliaia di morti in Cina e Pakistan (alto il rischio malaria).
Incendi in Russia: pericolo per le centrali nucleari.

SETTEMBRE
A Pollica viene ucciso Angelo Vassallo, sindaco ambientalista che ha difeso il suo comune dalle speculazioni della camorra. A poca distanza, ad Atrani, Costiera Amalfitana, un fiume di fango trascina auto ed uccide una ragazza.
A Napoli nuova emergenza rifiuti.
Il Governo supera con numerosi regali il primo esame fiducia

OTTOBRE
Italia alluvionata: ingenti danni in Liguria, Genova e savonese. 3 morti in un sottopasso a Prato. Trovato il corpo della ragazza di Atrani.
In Ungheria perdita di fango chimico altamente tossico da fabbrica di alluminio.

NOVEMBRE
Ancora piogge intense nel centro nord: frana e 3 morti in provincia di Massa Carrara. Esondazioni di fiumi in Lombardia e Veneto. Un disperso in veneto ed uno in Calabria.
Alluvioni anche in Vietnam: centinaia di vittime e migliaia di sfollati

DICEMBRE
A Cancun la 16 conferenza ONU sul clima
Ancora disaccordi tra paesi emergenti, in via di sviluppo, quelli più sensibili (ALBA Bolivia, Equador, ecc), i più sviluppati ed inquinanti (Canada e Giappone), Usa, Cina e India, con l'Europa a guardare. Esce un accordo (non approvato da tutti come in realtà dovrebbe essere) non vincolante sulle emissioni e un patto sugli stanziamenti. Qualche base per il dopo Kyoto ma ancora troppe promesse e pochi vincoli.

Il Governo supera per 3 voti il secondo esame-fiducia



Augurandoci un futuro migliore,
Buone Feste a tutti!
Il nostro volantino di auguri...

giovedì 16 dicembre 2010

VINCITORI E VINTI, POTERE E DELUSIONE

Il GOVERNO SI SALVA, nel modo che sanno tutti. Rispetto a due anni fa però sono cambiate molte cose... apri


314 a 311, fiducia risicata e comprata: una vittoria personale di Berlusconi che resta a galla, alla sua maniera, poco politica ma molto "gestionale".

A fronte del potere del presidente sfruttato al massimo, il voto conferma invece la debolezza della maggioranza, che dai numeri "bulgari" del 2008 è diventata un risicato aggregato, salvato solo dall'oscura operazione di reclutamento.
Con tre voti scarsi, sarà sempre più impossibile governare, sarà ancor più dura per lavoratori e studenti, stremati ed arrabbiati.

Fini, deluso dal "ripensamento notturno" di 3 componenti del suo gruppo (Polidori, la più discussa, Catoni e Siliquini), esce sconfitto.

Ha raccolto subito la ciambella di salvataggio arrivata dal neonato Polo della Nazione (UDC,FLI, API, MPA). Da destra e sinistra ci si accalca verso il centro, si torna indietro negli anni, in un'ammucchiata vecchio stile, molto simile a quelle tanto criticate dagli stessi promotori quando formavano l'ex alleanza forte di centro destra, ormai irrimediabilmente spezzata in due.
La scelta di formare un coordinamento tra questi gruppi, anticipo della futura aggregazione politica, è una conferma del "basta con Berlusconi", che durante e dopo la fiducia aveva provato da subito ad imbarcare UDC e altri moderati.
Pur far questo, il premier aveva strappato un nulla osta, indigesto, anche da Bossi, che per fare il federalismo è disposto comunque a tutto.

L'opposizione esce sconfitta: non è riuscita tutta insieme a far emergere un'alternativa valida. Così facendo la strada di Berlusconi, da impraticabile e contorta, è rimasta lunga e faticosa ma percorribile.
Amaro e beffardo quello che è concretamente successo: deputati eletti con i voti degli elettori di centro sinistra (Calearo, PD, e Scilipoti, IDV) hanno appoggiato e salvato il governo di centro destra!

Chi due anni fa ha visto il suo voto non gratificato dall'elezione di rappresentanti in parlamento oggi ha una minima consolazione: essere tra i pochi a poter dire di non aver in nessun modo contribuito a prolungare il governo Berlusconi.

lunedì 13 dicembre 2010

FIDUCIA E SPERANZE

Che sia sempre più vicina la fine del berlusconismo è cosa certa. Che coincida con il voto di fiducia di domani non è così sicuro... apri



Nell'attesa di questa importante verifica, una riflessione su speranze, obiettivi e strategie delle parti in gioco.

Berlusconi e il modello russo
E' chiaro: di lasciare non ha intenzione. E se le condizioni glielo impongono, la sua intenzione è quelle di ricreare in Italia quanto ha fatto l'amico Putin in Russia: una persona di fiducia alla guida del paese in apparenza, il controllo da dietro le quinte sempre in mano del leader. Una soluzione che davanti agli italiani potrebbe rappresentare un cambiamento, ma che in realtà avrebbe l'effetto di prolungare il potere attuale.
E' in corso la ricerca di voti di fiducia con promesse, scambi (clamorosa l'offerta del Parco Nazionale dello Stelvio al TrentinoAltoAdige per ottenere il voto dei deputati altoatesini) e altro: se andrà a buon fine a prolungarsi sarebbe la crisi e l'immobilismo.

La Lega e le elezioni
Non è spaventata: è convinta che in tutto il centrodestra è l'unica forza politica a non aver perso consenso dopo la deriva dell'attuale maggioranza che si è disintegrata a causa delle lotte interne.
Con Berlusconi non ha raggiuto i suoi obiettivi e forse sta valutando altre strade.

I Finiani e il terzo polo
La soluzione auspicata da Futuro e Libertà, più che le elezioni, è forse un nuovo governo, secondo alcune dichiarazioni anche un Berlusconi-bis, ma anche senza.
Magari con una guida il più possibile vicina alle intenzioni di realizzazione della nuova destra o meglio di questo terzo polo che guarda al centro.
I tentativi di riappacificazione di alcuni senatori e deputati, le "colombe", ci sono stati, ma Fini sembra irremovibile sulla sfiducia.

I timori del PD
Cambiare sì, ma le elezioni meglio di no. Questo pensa il PD. Del resto la probabilità di vincere la competizione elettorale è ancora bassa, in più c'è il rischio di non avere neanche un candidato in corsa: l'eventuale vittoria di Vendola alle primarie del centrosinistra non è poi così impossibile come dimostrano alcuni segnali (le regionali in Puglia, le primarie a Milano...).
Qualche perplesità nei Radicali, che alla fine però difficilmente voteranno la fiducia.
Solo Di Pietro nell'opposizione chiede, subito dopo una modifica alla legge elettorale, le elezioni. Ma intanto perde 2 deputati che creano un gruppo di responsabilità nazionale e voteranno probabilmente la fiducia.

Sarà una questione di numeri. Intanto i cittadini sperano in un cambiamento ed in un miglioramento. La risoluzione dei problemi del paese non può certo essere così rapida ma richiede tempo. Una svolta morale invece, con l'allontanamento della parte più "sporca", è auspicata, il prima possibile.

venerdì 3 dicembre 2010

LA PISCINA? C’E’ DA SBORSARE ALMENO UN MILIONE DI EURO !

Il volantino di Verdi Bernareggio,
Partito della Rifondazione Comunista Carnate – Bernareggio – Aicurzio – Ronco B. e Società Civile sul progetto della
piscina al CTL3 apri



I tagli governativi svuotano le casse comunali, la crisi economica è grave. Sono sacrificati i servizi sociali, l'istruzione scolastica, i lavoratori in difficoltà, l‘ambiente e la vivibilità …

Certo una piscina al CTL3 - CONSORZIO PER IL TEMPO LIBERO - Bernareggio, Carnate e Ronco può certamente soddisfare le esigenze di molti cittadini dei tre comuni

In molti la chiedono. In pochi sentono l’esigenza di ampliare il campo da golf.
Alcuni politici sono attratti da progetti megalomani, “OPERE FARAONICHE”, in uno scenario futuristico, ricco e opulento per i tre comuni. Ma:

Il denaro pubblico, proveniente dalle tasche dei cittadini, è già finito nelle strutture attuali, che soddisfano a malapena le necessità di una minima parte degli abitanti

La cittadinanza è stata consultata solo una volta: nel 1989 (ben ventun anni fa!): un sondaggio ha stabilito che tutta l'area CTL3, per essere salvaguardata dalle speculazioni, doveva essere protetta e trasformata in PARCO

I politici di allora non ascoltarono. E quelli di adesso??

Sono impegnati a trovare risorse per comprare terreni da “regalare” a dei privati per realizzare altre “GRANDI OPERE”, come:
l’ampliamento del campo da golf a 9 buche, che poi diventerebbero 18, poi…
una piscina “redditizia” solo per l’imprenditore privato che la gestirà
recinzioni, muri, traffico ed immensi parcheggi

Le aree attrezzate libere e gratuite per tutti dove sono?

Alle cose semplici, poco costose e usufruibili da tutti (un campetto libero per tirare due calci al pallone, un canestro per fare due tiri, qualche gioco per bambini) non ci pensa nessuno!
Eppure queste scelte sono economiche, razionali e di buon senso!
Il SUPER MEGA PROGETTO di oltre 100 milioni di euro è stato fortunatamente eliminato! All’orizzonte però ci sono altre oscure operazione! Occorre invece:

Ascoltare i cittadini, informarli e renderli partecipi delle scelte!
Mantenere le promesse e decidere tenendo sempre presente l‘interesse pubblico!


Ascoltare consigli, perplessità e proteste può aiutare ad evitare danni irreversibili!

Proponiamo soluzioni consone all’effettiva esigenza degli abitanti dei tre comuni

Per il poco territorio verde rimasto, servono scelte di salvaguardia!
Non la megalomania “DEL FARE”!

DIAMO IN GESTIONE LE COSTOSE STRUTTURE ATTUALI!
INSERIAMO IL RESTO DEL CTL3 IN UN PARCO
(Rio Vallone o Molgora)!


Partito della Rifondazione Comunista Bernareggio
Verdi Bernareggio
Gruppo Società Civile

Scarica il volantino



Dal Giornale di Vimercate del 14 dicembre 2010


lunedì 29 novembre 2010

COP16: NON E' PIU' TEMPO PER LA SIESTA

Tra interesse e speranze,
parte a Cancun la 16a conferenza internazionale
sul clima.
apri





Sembra di essere tornati ad un anno fa quando si apriva a Copenaghen la conferenza internazionale sul clima. Era la 15esima, ora siamo alla 16 esima e siamo in Messico a Cancun.
I dubbi alla vigilia sono comunque gli stessi: ci sarà un accordo? chi avrà la meglio tra paesi sviluppati ed emergenti? Chi dovrà cedere?
Tutti devono fare la loro parte, ma sembra che, come al solito, nessuno vuole fare più del dovuto.
Resta quindi in secondo piano quella che dovrebbe essere la domanda fondamentale: l’accordo tanto sperato sarà realmente efficace nella lotta ai cambiamenti, sempre più evidenti e problematici?
Il momento è cruciale: il 2020 resta l’anno di riferimento per la valutazione dei risultati, ma nel 2012 scade infatti il protocollo di Kyoto, che dovrà quindi avere un seguito, cioè una nuova convenzione.

L’obiettivo 20-20-20 (20% della produzione energetica da fonti rinnovabili, miglioramento del 20% dell'efficienza e un taglio del 20% nelle emissioni di anidride carbonica) è noto a molti, ma come si fa a ridurre concretamente le emissioni di gas clima - alteranti (soprattutto la CO2)? E come si valuta il raggiungimento dell’obiettivo del -20%?

I comuni che hanno aderito al patto dei Sindaci procederanno alla redazione di un piano (il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile - PAES) che conterrà una serie di azioni e politiche finalizzate alla riduzione delle emissioni. L’attuazione delle azioni, che coinvolgono numerosi aspetti, dalla riqualificazione degli edifici ai trasporti locali, dalla gestione dei rifiuti alla produzione locale di energia, verrà monitorata così come il raggiungimento degli obiettivi di riduzione prefissati dal piano
La maggior parte della popolazione vive in città, dalla città viene la maggior parte delle emissioni e in città si registrano gli effetti peggiori di questo aumento in termini di salute dei cittadini e danni.
Quindi dalle città e deve arrivare il contributo più importante.
I rappresentanti degli enti locali italiani (coordinamento Agende 21 Locali, ANCI, Associazione comuni Virtuosi, ecc.), oltre a partecipare attivamente alla conferenza, si battono per un altro importante obiettivo: togliere dal Patto di Stabilità gli interventi finalizzati alla mitigazione e all'adattamento al cambiamento climatico.
Questa scelta sbloccherebbe numerosi impedimenti e aiuterebbe senza dubbio a raggiungere risultati migliori.
A livello nazionale però il governo non ha ancora un Programma Nazionale per il Clima: mancano i presupposti quindi per presentarsi alla conferenza con le giuste motivazioni.

Cosa è stato fatto fino ad oggi? A che punto siamo?

Le emissioni sembrano essere in calo (dati 2009) ma più che il risultato di efficaci politiche ambientali sembra essere un effetto della crisi economica di questi anni.
La riduzione a livello europeo non è al momento omogenea: alcuni paesi hanno ridotto di più, altri, tra cui l'Italia, abbassano la media.
L'obiettivo del -20% delle emissioni di gas clima-alteranti per il 2020 sembra essere alla portata. Alcune simulazioni prevedono, alle condizioni attuali, un arrivo a -14%: serve quindi uno sforzo in più per il raggiungimento matematico del -20%.
Uno sforzo da sostenere non solo per l’immagine: non dimentichiamo che la Green Economy resta al momento la più concreta risposta alla crisi economica del tradizionale sistema produttivo.

lunedì 22 novembre 2010

UN CENTRO STORICO DI TUTTI E PER TUTTI

Le nostre proposte per la riqualificazione del centro storico. apri





per il miglioramento della qualità della vita di cittadini e negozianti;
per la loro salute, con scelte sostenibili e partecipate;
per promuovere la vivibilità (nel centro storico si deve vivere, lavorare, incontrarsi);
per la conservazione dei luoghi e la tutela del patrimonio storico e culturale.

Mantenere, salvaguardare e abbellire l'assetto edilizio, la storia e le tradizioni della comunità! No ad aumenti di volumetrie! No a cambiamenti di forme e pesanti manomissioni! Interventi razionali: risanare e restaurare utilizzando materiali coerenti con la tradizione locale!

Qualsiasi progetto deve obbligatoriamente relazionarsi con il processo di redazione del PGT,(Piano di Governo del Territorio), selezionando le esigenze prioritarie e armonizzando l'intervento con l'ambiente.

Proponiamo
Un centro a misura d’uomo nell’interesse degli attuali fruitori e delle generazioni future !
La salvaguardia delle fasce di utenza più deboli (diversamente abili,anziani, bambini, pedoni, ciclisti);
Un’area vivibile di giorno e di sera, senza però schiamazzi, diurni e notturni;
Il recupero degli spazi pubblici (percorsi pedonali, cortili, giardini il più possibile collegati tra loro);
Un arredo urbano sobrio, funzionale e durevole ma sempre in sicurezza ! Illuminazione pubblica alimentata da fonti rinnovabili e a risparmio energetico.

Mobilità
Disincentivare il traffico di attraversamento e la sosta nel centro ! Ridurre l’utilizzo di mezzi inquinanti e ingombranti;
Dare spazio alla mobilità dolce e sostenibile, realizzare percorsi pedonali e ciclabili nel perimetro esterno;
Rivalutare il sistema della sosta localizzando i parcheggi sul perimetro esterno al centro;
Incentivare il trasporto pubblico per collegare il centro con altri paesi.

Commercio
Favorire il mantenimento dei negozi attuali e l'inserimento di altre attività finalizzate al servizio” delle persone (piccolo artigianato e intrattenimento);
No alla “terziarizzazione”: un centro di agenzie immobiliari ed uffici è un centro morto
Valorizzare il centro: no ai centri commerciali, sì ai distretti commerciali naturali !

Vivibilità
Verde e alberi non solo in periferia ma anche vicino al centro !

Nel recupero delle aree dismesse (ad esempio l’area Robbiati) valutare la grande opportunità di realizzare PARCHI URBANI

Le forze politiche devono assumersi la responsabilità di riorganizzare il centro storico in base a criteri di partecipazione collettiva (coinvolgimento di tutti i settori interessati) con accesso alle informazioni e al processo decisionale

Partito della Rifondazione Comunista Bernareggio
Verdi Bernareggio
Gruppo Società Civile

Scarica il volantino

Dal Giornale di Vimercate del 14 dicembre 2010

lunedì 15 novembre 2010

ESONDAZIONI: DI CHI E' LA COLPA?

Le recenti alluvioni, chi tutela i corsi d'acqua e chi li declassa. L'acqua viene dal cielo ma non sa più dove andare… apri



In questi giorni di eventi meteorici intensi e danni ingenti dal nord al sud dell’Italia, circola una falsa considerazione: “le alluvioni? la colpa è tutta degli "ambientalisti". Non vogliono far dragare i fiumi...”
Qualcuno potrebbe anche crederci. Ma bastano semplici ragionamenti per far venir a galla la verità, che è l'esatto contrario.

C’è da sottolineare che le esondazioni sono causate principalmente dal materiale galleggiante trasportato dalla corrente: tronchi e altro, che bloccano le sezioni più critiche: i tratti intubati, i ponti e gli sbarramenti.
Gli ambientalisti chiedono fortemente la cura e la manutenzione delle sponde di fiumi e dei corsi d’acqua, anche quelli minori, sottolineando che se le sponde sono cementificate e l’alveo è raschiato e quindi più ”liscio” l’acqua corre più veloce e crea più danni.

Chi invece pensa a costruire e cementificare, magari recuperando sabbia e ghiaia gratuitamente proprio dragando il fondo dei fiumi, genera una serie di conseguenza disastrose. Elenchiamole.
Spesso si costruisce negli alvei dei fiumi e nelle aree di sfogo che naturalmente hanno il compito di ricevere l’acqua in eccesso nel caso di piogge intense. Si costruiscono in queste aree, che dovrebbero essere vietate, anche scuole ed ospedali.
Quindi i danni aumentano perché si va stupidamente a cercarli.

Le piogge torrenziali negli anni sono sempre più intense, a causa dell’inquinamento atmosferico e dei conseguenti cambiamenti climatici. Cambiamenti che gli stessi “anti-ambientalisti” continuano a negare nonostante l’evidenza.

L’acqua cade sul cemento spalmato dagli speculatori sulla superficie terrestre.
La terra non riesce quindi ad assorbire e l’acqua sovraccarica le reti di smaltimento causando ulteriori danni, soprattutto nel territorio urbano, come quelli alla metropolitana di Milano causati dall’esondazione del Seveso
Tant’è che oggi le acque meteoriche vengono escluse dal servizio idrico integrato (quindi non devono più finire in fognatura, assente o sottodimensionata, che non riesce a recepire).

Non sono certo gli ambientalisti che riempiono gli alvei di discariche abusive e rifiuti. Oggetti che durante gli eventi vengono trascinati per chilometri, causando ovviamente altri danni.
Rifiuti che inquinano e contaminano le acque.
Fortunatamente la natura è forte e gli stessi fondali con il loro livello di biodiversità, riescono in parte ad assorbire e depurare. Dragando i fondali però si azzera anche quest’ultima difesa naturale.

Impiccio fastidioso, discarica per rifiuti, fognatura a cielo aperto e causa di danni da milioni di euro: che brutta reputazione per i corsi d’acqua. E pensare che in passato le città si sviluppavano solo grazie alla loro presenza.

martedì 2 novembre 2010

IL SOLE AVRA’ UNA NUOVA LUCE

Prende forma la
Costituente Ecologista
il futuro dell’impegno politico ecologista in Italia. apri




Di seguito riportiamo l’appello per una costituente ecologista, civica e democratica.
Approfondimenti al sito http://www.costituentecologista.it/

Io Cambio! - Decidere il futuro
Appello per una costituente ecologista, civica e democratica

Noi che amiamo profondamente l’Italia e abbiamo a cuore il futuro dell’Europa e dell’intero nostro Pianeta, riteniamo necessario impegnarci per dare una risposta al degrado politico, morale e ambientale ed ai gravi problemi economici e sociali che segnano il nostro tempo.

Pensiamo ad una ricostruzione politica, ideale e morale del nostro paese, per cui l’interesse generale prevalga sulla proliferazione degli interessi individuali, di clan e corporazione, gli stessi che favoriscono la ripresa della corruzione. Il patto civile, per noi, si fonda sul rispetto degli altri e della legge, sulla solidarietà e sul senso di responsabilità, sulla partecipazione e sull’ecologia della politica. Provvedimenti che legalizzano le immoralità e le illegalità sono inaccettabili in un paese civile e democratico.

Il contrasto ai cambiamenti climatici, alla grave compromissione degli ecosistemi e alla povertà sociale, fenomeni strettamente connessi, deve rappresentare la priorità dell’azione di ogni governo, a livello locale, nazionale ed europeo, attraverso politiche coraggiose e innovative, capaci di realizzare una svolta profonda e di assicurare un futuro anche alle generazioni che verranno dopo di noi. Già oggi, per noi stessi, questa svolta è ineludibile: è nell’arco della nostra stessa vita, infatti, che la crisi ecologica può farsi insostenibile.

L’ambiente, la società e i cittadini pagano pesantemente lo sfaldamento selvaggio della struttura dello Stato e delle istituzioni democratiche. Il federalismo demaniale non è nient’altro che una grande speculazione edilizia e immobiliare fatta ai danni del patrimonio pubblico, con un ambiente sempre più dissestato e inquinato, con un paesaggio sempre più imbruttito da cemento e asfalto. Tutto ciò mette gravemente in pericolo l’agricoltura di qualità, il turismo, i beni artistici, ambientali e soprattutto la salute degli italiani e il futuro del lavoro nel nostro Paese.

La responsabilità verso l’intero Pianeta, e in particolare verso l’Italia e l’Europa, è alla base del nostro impegno. Va cambiato l’attuale modello di sviluppo economico e di consumi, responsabile dei cambiamenti climatici e globali in atto, basato sull’uso delle fonti fossili e su un consumo senza limiti delle risorse naturali, su produzioni intensive animali, che ha generato e genera nella Terra povertà, squilibri e guerre. Va superato il P.i.l. con nuovi indicatori che sappiano valutare lo sviluppo prima di tutto in termini di benessere sociale e ambientale che non consideri i cittadini semplici consumatori bensì dei soggetti portatori di diritti e capaci di responsabilità.

La decisione di riportare l’Italia a produrre obsoleta energia nucleare è sbagliata ed economicamente non conveniente. Il futuro energetico dell’Italia e del mondo non può essere l’attuale nucleare, con il drammatico problema delle scorie radioattive e della sicurezza. Una nuova politica energetica e industriale deve basarsi sulle energie pulite, sul risparmio e l’efficienza, puntando fortemente sulla ricerca e l’innovazione tecnologica, di processo e di prodotto, per aprire l’era della green economy e liberarci dalla schiavitù e dalla prospettiva cieca delle fonti non rinnovabili.

La crisi economica è anche sociale ed ambientale e per uscirne senza ricreare i meccanismi perversi del passato è necessario avviare una riconversione ecologica dell’economia e realizzare una riforma etica della finanza. Dobbiamo difendere le famiglie italiane e milioni di persone dal rischio della povertà e valorizzare la cultura, la sanità, la scuola e la ricerca del nostro paese Per questo chiediamo in alternativa una drastica riduzione delle spese per armamenti, che in Italia hanno un costo di oltre 30 miliardi di euro e la cancellazione di opere inutili a partire dal Ponte sullo Stretto di Messina.

Una nuova politica è necessaria per fermare il consumo del territorio ed affrontare il problema smog nelle città, trasformatosi in una vera e propria emergenza sanitaria, investendo prioritariamente sul riuso del patrimonio abitativo, sul trasporto pubblico e nella difesa del suolo.

Ci sentiamo profondamente impegnati nella tutela dei diritti degli animali e nel batterci contro i tentativi di liberalizzazione della caccia.

L’acqua bene comune è un elemento strategico, nell’ambito di una seria politica ecologica e dei diritti, e per questo intendiamo dedicare ogni sforzo, a livello locale e nazionale, per la vittoria del referendum. Va tutelata la biodiversità e valorizzata l’agricoltura biologica e di qualità, libera da ogm.

Il diritto all’ambiente, il rispetto della dignità degli animali in quanto esseri senzienti e il principio di precauzione devono essere costituzionalmente garantiti, mentre il nostro codice penale deve essere modificato per assicurare più efficacemente alla giustizia eco-mafiosi ed eco-criminali.

Lavoriamo per una politica dei rifiuti che ne riduca la produzione, che si basi sulla raccolta differenziata, il riciclaggio e che utilizzi le nuove tecnologie alternative all’incenerimento. Il nostro impegno vuole essere finalizzato anche e particolarmente all’ecologia della politica, per la trasparenza istituzionale, per la riduzione dei costi della politica, per la partecipazione dei cittadini, per la valorizzazione degli strumenti e istituti di democrazia diretta a partire dalle città che dovranno diventare i luoghi del coinvolgimento diretto dei cittadini nella politica pubblica.

Siamo convinti che uno dei pilastri su cui costruire il futuro del nostro paese sia quello dell’istruzione, della scuola, dell’università, della ricerca e della cultura, che possa permettere all’Italia di costruire strutturalmente le condizioni per un vero progresso, inteso come crescita personale e sociale, non costringendo i giovani a diventare “cervelli in fuga” o precari a vita.

Vogliamo dare il nostro contributo alla nascita di una moderna e ampia aggregazione ecologista, civica e democratica che - come accade in Europa con i significativi successi delle forze ecologiste - sappia affrontare questo insieme di problemi unendo in una nuova stagione di impegno civile e politico le migliori intelligenze, esperienze, associazioni, realtà politiche e sociali in un movimento federato che costruisca anche una nuova credibilità in politica degli ecologisti italiani.

Vogliamo costruire insieme un nuovo soggetto politico che sia costituito da una rete locale e nazionale, aperta, libera e plurale, e che sappia rivolgersi, trasversalmente e senza gli antichi confini ideologici, a tutti i cittadini e a tutte le cittadine, che sappia parlare ai più giovani, che li sappia incontrare e coinvolgere, per rispondere positivamente alla domanda di cambiamento e di partecipazione che viene dal nostro Paese e al grido di aiuto che sale dal nostro Pianeta, con voci innumerevoli, di ogni specie vivente.

Per queste ragioni e per avviare la Costituente Ecologista invitiamo tutte le persone e realtà sociali interessate a discuterne a metà ottobre per cominciare a costruire insieme il percorso e i contenuti di questa proposta.

Per ottenere la più ampia partecipazione e adesione vi sollecitiamo a diffondere questo Appello attraverso il sito della Costituente Ecologista.

giovedì 28 ottobre 2010

FESTA DELL’ALBERO O ALL’ALBERO?

Novembre tempo di piantumazioni. Ma nel Parco di Monza ci saranno abbattimenti per far spazio ad un distributore di carburante. A Bernareggio scarsa tutela, ma almeno ci saranno 25 alberi in più. apri


Gli alberi sono elementi essenziali per la nostra salute, da regolamentare, tutelare e aumentare, sia a livello pubblico che privato.

Non sempre però è cosi…

Abbiamo già sottolineato la loro importanza sanitaria, paesaggistica e ecologica, insomma l'essenziale per la vita dell'uomo.
In molti, osservando il paesaggio in cui questi elementi naturali svettano, spesso anche al di sopra dei tetti delle case, non riconoscono tale essenzialità e la snobbano.
O ancor peggio considerano queste preziose forme di vita apparentemente immobili, un fastidioso impiccio.

Come a Monza, all'interno del Parco, uno fra i più vasti parchi urbani d'Europa.
Molti alberi (n. circa 50) intralciano la realizzazione di un ingente distributore di carburante.
Dopo il progetto delle trivellazioni nel Parco del Curone credevamo di averle sentite tutte.
Ed invece ecco un'altra scellerata proposta.
Va bene che si tratta di un distributore alternativo (metano, idrometano, gpl, idrogeno gassoso, idrogeno liquido), ecologico, ma all’interno del parco sembra proprio troppo.
Perché non farlo fuori? Magari in un’area da recuperare?

Leggi e sottoscrivi la petizione per fermare questo scempio.

Anche a Bernareggio gli alberi non godono di una particolare attenzione e valorizzazione.
Vediamo due esempi
I gelsi monumentali del centro storico: non sono tutelati e possono essere facilmente "attaccati", con una dannosa potatura in pieno periodo di fioritura, come quella della foto sottostante che risale alla scorsa primavera.


Per non parlare poi delle inappropriate scelte agronomiche nel caso di nuovi interventi insediativi: le palme scelte nella seconda foto non rappresentano di certo la scelta oculata dell'impiego di piante autoctone della nostra zona.
Sembra essere un mal riuscito tentativo di trasformare la provinciale che va a Vimercate in un lungomare californiano.


Questi errori, o meglio "orrori", sono l'effetto della mancanza di regolamentazione: non c'è un regolamento per la tutela del verde, pubblico e privato.
Noi l’avevamo proposto in campagna elettorale, confidando di includere in questo strumento un principio fondamentale: la conservazione della massa arborea esistente e il suo aumento.
Basta con gli abbattimenti facili: i cittadini vogliono il verde, anche nel centro storico di Bernareggio che sarà ripensato e riqualificato.

Intanto i partecipanti alla Pieve in Bici hanno fatto vincere a Bernareggio 25 nuovi alberi. Speriamo possa essere un buon inizio.

lunedì 25 ottobre 2010

PGT E PARTECIPAZIONE, RITARDI E MANCANZE

Pianficazione trascurata e svalutata, ne pagano le conseguenze la vivibilità di Bernareggio e l'interesse pubblico. L'intervento sul tema presentato all'assemblea di Con Bernareggio del 22 ottobre... apri



Sui temi del Piano di Governo del territorio in questi mesi sono stati rilevati ritardi e mancanze: un problema che a nostro avviso non è tecnico ma politico.

La scadenza per il Piano di Governo del Territorio si avvicina. A giugno, dopo mesi di silenzio, in soli 8 giorno, e quindi con pochissimo tempo a disposizioni per le valutazioni, sono state presentate le linee di indirizzo.
Leggendole è evidente la poca chiarezza e lo scarso legame con le peculiarità del territorio.
Seppur caratterizzate da generici contenuti, si legge chiaramente un intento preciso.
In frasi esplicite come “colmare le porosità” (punto2 delle linee di indirizzo), si nasconde l'intento di portare nuova edificazione.
Un tradimento rispetto alle promesse elettorali, ancor più grave considerando le continue critiche alla cementificazione degli ultimi anni.
Noi ribadiamo, come sempre sostenuto, la necessità che il PGT non trasformi aree agricole e boschive in edificabili. E' una condizione essenziale per migliorare la vivibilità del paese: ricordiamoci che ogni territorio, seppur governato ed organizzato al meglio, ha una capienza limite e non può sopportare all'infinito i bisogni di una popolazione sempre in aumento.

Le osservazioni e le trasformazioni

A livello ufficiale, la valutazione delle osservazioni presentate dai privati alla precedente amministrazione sembrava essere ferma. In realtà nel Consiglio Comunale del 9 settembre, l’ex assessore all’urbanistica Corno ha presentato una precisa ricostruzione in cui espone un fatto grave.
Già a novembre dell’anno scorso, un parere positivo per una trasformazione di terreno agricolo in edificabile è stato dato.
Al momento quindi solo per una osservazione, che riguarda proprio un terreno agricolo di cui il sindaco è comproprietario (leggi l'articolo da "IL GIORNO" del 24 ottobre 2010).

Assenza di partecipazione

La partecipazione è un concetto base del PGT, lo dice la normativa.
Ma in questo caso sembra proprio essere trascurata.
Con la scarsa informazione e l'assenza di coinvolgimento non si risponde alle esigenze dei cittadini, ai bisogni veri.
A Vimercate invece, i cittadini sono stati ascoltati su tutti gli aspetti del PGT, un vero e proprio PGT partecipato. In una seconda fase poi sono stati coinvolti su specifici progetti.
Anche a Bernareggio di scelte importanti, in cui saranno impiegati i soldi dei cittadini, ce ne sono.
Ieri (Giovedì 21 ottobre) C’è stata l'assemblea sul centro storico, forse sollecitata dal nostro volantino nel quale ci chiedevamo se almeno su questo progetto la popolazione sarebbe stata coinvolta.
Ma per il PGT, come anche per il CTL 3, dove per decidere cosa fare e come la consultazione dei cittadini è indispensabile, non è stato fatto.

L'’ingresso in un parco locale: sempre più ultimi

Al punto 3 delle linee di indirizzo si parla di salvaguardia delle aree di "interesse paesaggistico e ambientale", "relazione tra le aree protette" e "incentivare utilizzo turistico ricreativo".
Tali parole ricorano gli obiettivi promossi dai Parchi e delle associazioni per i parchi.

Viene in mente la Pieve in Bici, una manifestazione che si è svolta il 10 ottobre, per promuovere i parchi del vimercatese, esistenti e futuri.
Il gruppo di Bernareggio è stato inoltre premiato tra i più simpatici e ha vinto 25 alberi.

Sul tema dell'ingresso in un parco, più volte abbiamo sottolineato l'importanza di tale scelta. E ad Aprile con un emendamento presentato dal Gruppo Con Bernareggio, erano stati anche individuati i fondi necessari per far entrare Bernareggio in un Parco (del Molgora o del Rio Vallone).
Nonostante tutto ciò, la questione no si chiude positivamente: la scelta politica della maggioranza è stata di non aderire ad un parco e rimanere quindi ultimi in classifica. (Ronco B., che condivideva con Bernareggio l'ultimo posto della classifica dei comuni della Provincia ordinati per adesione ai parchi. Ma entrando a breve nel Parco del Molgora, lascierà Bernareggio solo all'ultimo posto con "zero parchi").

Altre carenze di strategie e programmazione

La Provincia di Monza e Brianza ha avviato il procedimento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e ha chiesto ai comuni di indicare gli ambiti e le aree da destinare ad attività agricole di interesse strategico.
Era l’occasione per tutelare e valorizzare aree importanti.
Non sono state comunicate, nonostante un sollecito inviato dalla provincia.
Viene trascurato l’importante rapporto con la pianificazione sovra comunale. Eppure nelle linee di indirizzo (obiettivo n. 6 delle linee di indirizzo) si parla di trasferibilità a scala comunale delle strategie sovra locali.


Per concludere: l’assenza di strategie per il territorio e di criteri forti lascia la pianificazione succube del potere della negoziazione e quindi dell'interesse privato.
Oltre a generare uno sviluppo urbano incoerente ed invivibile, si perde di vista l’obiettivo principale della pianificazione: realizzare un disegno generale finalizzato solo ed esclusivamente all’interesse pubblico
.

domenica 17 ottobre 2010

500 GIORNI DI AMMINISTRAZIONE

Venerdì 22 assemblea pubblica del Gruppo con Bernareggio. In distribuzione l'ultimo numero di Parliamone con Bernareggio. Apri...




Venerdì 22 ottobre 2010 - ore 21
auditorium scuole medie - via Europa


- Piano di Governo del Territorio e Pianificazione
- Opere Pubbliche
- Bilancio del comune
- Piano Diritto allo Studio


e altro ancora...

Scarica l'ultimo numero di Parliamone con Bernareggio...